Regolamento

Regolamento del Centro di Servizio Interdipartimentale
“Centro Grandi Strumenti”

(Testo approvato dal Comitato Tecnico Scientifico il 15 giugno 2005, redatto sulla base delle indicazioni del Decreto Rettorale 579 – 2005 del 21.3.2005, modificando il testo originale dello “Statuto” approvato dal C.d.A. il 24.01.1984, integrato dalla rettorale prot. 5302 pos. 30B in data 7.1.2000 riferentesi al Decreto Rettorale n. 3036/AAGG del 30.12.1999 e modificato dal C.T.S. il 13 giugno 2001)

Art. 1 ­ E’ istituito presso l’Università degli Studi di Pavia un Centro di servizi interdipartimentale per i Dipartimenti e i Centri nell’area delle Facoltà di Farmacia, Ingegneria, Medicina e Chirurgia e Scienze MM.FF.NN., denominato Centro Grandi Strumenti (C.G.S.).

Art. 2 ­ Le apparecchiature del Centro trovano collocazione nei locali propri del Centro stesso presso la sede in Cascina Cravino, via Bassi, 21.

Art. 3 ­ Scopo del Centro è di gestire le apparecchiature specializzate avute in dotazione o in gestione, di uso comune a più strutture di ricerca e/o di insegnamento, creando un servizio interdisciplinare a disposizione di tutti i Dipartimenti e i Centri interessati dell’Università di Pavia (Art. 1); inoltre scopo del Centro è di addestrare personale specializzato nell’uso di tali apparecchiature. Il Centro è a disposizione delle Facoltà interessate per svolgere attività didattica, compatibilmente con le esigenze dello svolgimento dei servizi di cui sopra. Il Centro incoraggia e promuove la cooperazione e il trasferimento di tecnologia tra ambiente di ricerca universitaria e quello industriale. Il Centro Grandi Strumenti può svolgere attività di ricerca finalizzata al progresso ed al miglioramento delle attrezzature e delle tecniche di indagine.

Art. 4 ­ Gli organi del Centro sono: 1) il Comitato Tecnico Scientifico (CTS) 2) il Presidente 3) il Direttore tecnico.

Art. 5 ­ Il Presidente ha la rappresentanza scientifica del Centro nei rapporti con gli Enti esterni. Il Presidente, oltre a coordinare i lavori e a sovrintendere alla gestione scientifica del Centro, convoca e presiede il Comitato tecnico-scientifico, esercita le funzioni delegategli dal Comitato Tecnico scientifico.
Il Presidente, unitamente al Direttore tecnico, formula le proposte in merito ai piani di sviluppo e ai programmi di attività del Centro e la relazione annuale sull’attività del Centro stesso, da sottoporre all’approvazione del Comitato Tecnico Scientifico per il successivo invio all’Amministrazione universitaria, predispone le richieste di finanziamento e il piano generale delle attività, studia un piano di sviluppo poliennale di massima sulla base delle proposte sollecitate dagli utenti, eventualmente proponendo al CTS aggiornamenti o modifiche anno per anno, e cura lo stretto accordo delle iniziative con le finalità indicate dall’art. 3.
Il Presidente assume, in caso d’urgenza e di necessità, con proprio decreto, controfirmato dal Direttore tecnico, provvedimenti di competenza del Comitato Tecnico Scientifico, sottoponendoli alla ratifica dello stesso, a pena di decadenza, nella prima seduta utile immediatamente successiva, da tenersi, di norma, entro trenta giorni dall’adozione del provvedimento stesso.
Il Presidente è eletto tra i professori di ruolo o fuori ruolo componenti il Comitato Tecnico Scientifico, che a loro volta sono designati dagli Organi di governo delle Facoltà aderenti al Centro; i membri cooptati non possono essere designati quale Presidente.
Il Presidente è nominato dal Rettore, dura in carica un triennio accademico e può essere rieletto consecutivamente una sola volta.
Il Presidente designa, tra i professori di ruolo o fuori ruolo, un Vice Presidente, che lo sostituisce in caso di temporaneo impedimento o assenza.
Il Vice Presidente è nominato con Decreto rettorale.

Art. 6 ­ Il Direttore tecnico:
– svolge le funzioni di Direttore di Unità di Gestione per quanto concerne l’attività amministrativa e contabile ed in tale attività è coadiuvato dal Segretario amministrativo del Centro;
– ha la responsabilità in ordine al regolare funzionamento di impianti, laboratori, officine, apparecchiature e strutture messe a disposizione del Centro;
– organizza, coordina e dirige il lavoro del personale tecnico a qualsiasi titolo afferente al Centro, tenendo conto delle delibere del Consiglio tecnico-scientifico;
– promuove iniziative per l’aggiornamento del personale, per la diffusione e l’utilizzo di nuove tecniche e conoscenze nei campi disciplinari che coinvolgono il Centro;
– svolge attività di studio e di programmazione finalizzate all’aggiornamento delle tecniche, delle procedure e degli impianti;
– svolge compiti di consulenza e di iniziativa nei confronti del Comitato Tecnico Scientifico del Centro.
Il Direttore tecnico è nominato dal Rettore di norma tra il personale tecnico amministrativo su proposta del Comitato Tecnico Scientifico.
Al Direttore tecnico sono delegate le funzioni, con annesse responsabilità e poteri, relative all’applicazione delle norme sulla sicurezza e sulla salute dei lavoratori.
Il Direttore tecnico, nel caso di temporaneo impedimento o assenza, è sostituito nelle sue funzioni da un Vice Direttore tecnico, scelto di norma tra il personale tecnico amministrativo, esso pure nominato dal Rettore, su proposta del Direttore tecnico.

Art. 7 ­ Il Comitato Tecnico Scientifico (CTS) è l’Organo deliberativo del Centro, con le competenze previste dallo Statuto e dai Regolamenti universitari per gli Organi collegiali di Unità di gestione (Regolamento generale di Ateneo e Regolamento di Ateneo per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità).
Per il funzionamento del Comitato valgono le norme per il funzionamento degli Organi collegiali di cui al Tit. V del Regolamento generale di Ateneo “Funzionamento degli Organi collegiali”.
Il Comitato Tecnico Scientifico dura in carica un triennio accademico e può essere riconfermato di norma una sola volta.
La nomina e le eventuali integrazioni o modifiche Comitato Tecnico Scientifico avvengono con decreto rettorale.
Esso è composto dal Presidente, che lo presiede, dal Direttore tecnico e dal Segretario amministrativo, con voto deliberativo e con funzioni di segretario verbalizzante, oltre che da 10 rappresentanti dei Consigli di Dipartimento dell’area delle Facoltà interessate, designati dagli stessi Consigli di Facoltà: due scelti tra i rappresentanti dei Dipartimenti afferenti alla Facoltà di Farmacia, due fra quelli afferenti alla Facoltà di Ingegneria, quattro fra quelli afferenti alla Facoltà di Scienze MM.FF.NN, due fra Dipartimenti afferenti alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, più un rappresentante del Consiglio di Amministrazione e un rappresentante del personale tecnico-amministrativo eletto tra i tecnici dal personale di ruolo afferente al Centro.
Il Consiglio di Amministrazione nomina un proprio rappresentante in seno al Comitato Tecnico Scientifico.
Il Comitato Tecnico Scientifico può anche cooptare esperti, scelti per la loro competenza sui problemi che formano oggetto dell’attività del Centro; i membri cooptati partecipano alle riunioni del Comitato solo con voto consultivo.
Il Comitato Tecnico Scientifico può costituire al suo interno Commissioni istruttorie, che possono anche avvalersi di consulenze esterne, ove necessario.

Art. 8 ­ Il Comitato Tecnico Scientifico è presieduto dal Presidente che lo riunisce, con un preavviso non inferiore ai sette giorni, almeno una volta l’anno. Qualora almeno quattro dei suoi componenti lo richiedano, il Presidente provvede a riunire il CTS entro 15 giorni dal ricevimento della richiesta. Le riunioni sono valide se è presente più della metà dei suoi membri; le delibere sono prese a maggioranza assoluta dei membri presenti; in caso di parità prevale il voto del Presidente. Di ogni riunione viene redatto il relativo verbale.

Art. 9 ­ Il Comitato Tecnico Scientifico nella sua prima riunione elegge il Presidente (Art. 5), propone al Rettore per la nomina il nominativo del Direttore tecnico (Art. 6). Il CTS, sulla base delle proposte formulate dal Presidente unitamente al Direttore tecnico: a) approva il bilancio preventivo e il bilancio consuntivo; b) redige una relazione annuale sulla gestione del Centro e sull’attività svolta; c) approva le richieste di finanziamento predisposte dal Presidente e il piano generale delle attività, in particolare il piano di sviluppo poliennale di massima che aggiorna ed eventualmente modifica anno per anno, mettendo in evidenza l’adesione delle iniziative alle finalità indicate dall’ Art. 3; d) delibera le norme generali per l’utilizzo del servizio da parte degli utenti universitari ed esterni; e) delibera, nel quadro delle normative di legge in vigore, le tariffe per gli utenti esterni e gli addebiti di spesa per gli utenti universitari; f) delibera eventuali convenzioni di utenza da stipulare sia con Enti pubblici sia con Enti privati; g) propone il Regolamento interno di cui all’Art. 18.

Art. 10 ­ Il Presidente dà esecuzione alle delibere del CTS e cura, insieme al Direttore tecnico, l’applicazione del Regolamento.

Art. 11 ­ Il Direttore tecnico sovrintende alla gestione e alla vigilanza del Centro, nei suoi aspetti prevalentemente tecnici. In particolare: a) stabilisce le norme tecniche per l’accesso alle apparecchiature del Centro e per la loro utilizzazione da parte degli utenti, e ne cura il rispetto; b) stabilisce l’orario e le modalità d’uso delle apparecchiature, elaborate con il fine di assicurare il soddisfacimento ottimale delle richieste degli utenti; c) giudica sull’adeguatezza degli strumenti esistenti alle prestazioni richieste e autorizza all’uso delle apparecchiature del Centro persone di provata competenza, fatte salve le disposizioni generali dell’Ateneo; d) assume gli impegni delle prestazioni da eseguire formulando le relative previsioni dei tempi e i preventivi di spesa, secondo i limiti generali fissati dal CTS; e) fornisce tutti i dati relativi ai costi di gestione al CTS, come base per formulare bilanci e tariffari; f) cura l’applicazione del Regolamento interno.

Art. 12 ­ Il Centro, per il raggiungimento dei propri scopi istituzionali, può stipulare apposite convenzioni quadro di collaborazione con Enti ed organismi pubblici o privati, italiani o stranieri.
La convenzione dovrà prevedere specifici accordi in materia di sicurezza e salute sul luogo di lavoro nonché in materia di gestione dell’ambiente.
La convenzione dovrà essere sottoposta all’approvazione del CTS e, per quanto di competenza, degli Organi accademici.

Art. 13 ­ Il Centro dispone di una dotazione annuale di funzionamento assegnata dal Consiglio di Amministrazione sul bilancio universitario. Il Centro inoltre può disporre di eventuali contributi erogati da strutture universitarie o da Enti pubblici o privati che operano nell’ambito del Centro, da introiti derivanti da contratti attivi e/o da prestazioni a tariffario e di ogni altro fondo specificatamente destinato all’attività del Centro.

Art. 14 ­ Il Personale per il funzionamento del Centro è costituito da personale tecnico scientifico e amministrativo proprio assegnato dall’Amministrazione universitaria.
Quando ne sia accertata la compatibilità, le attività tecniche ed amministrative potranno altresì essere svolte da personale condiviso con altre strutture.
Il Centro potrà altresì operare con personale assunto con contratti a tempo determinato.

Art. 15 ­ Per l’amministrazione e la contabilità del Centro Grandi Strumenti si applicano le norme per la gestione ed il funzionamento delle Unità di gestione, di cui al Tit. IV del Regolamento di Ateneo per l’Amministrazione, la finanza e la contabilità, fatte salve eventuali temporanee e motivate deroghe disposte dal Consiglio di Amministrazione dell’Università.
Le spese per l’apertura ed il mantenimento del codice di accesso CIA (Contabilità Integrata di Ateneo), al fine della gestione informatica della contabilità, sono a carico del bilancio dell’Ateneo.

Art. 16 ­ I compensi per le prestazioni effettuate dal Centro per utenti esterni all’Università di Pavia sono fissati da appositi tariffari deliberati dal CTS. La delibera dovrà indicare i criteri di determinazione delle tariffe a carico del terzo e della ripartizione dei proventi che dovranno essere conformi ai criteri generali fissati dal C.d.A. dell’Università. Agli utenti dell’Ateneo verranno addebitati i soli costi di utilizzo delle apparecchiature.

Art. 17 – Al Direttore tecnico sono delegate le funzioni e relative responsabilità e poteri anche di spesa, connessi all’applicazione delle norme sulla sicurezza e sulla salute dei lavoratori.
I soggetti che a qualsiasi titolo prestino la loro attività nell’ambito del Centro sono tenuti all’osservanza delle disposizioni di legge in materia di sicurezza e salute dei lavoratori. Tali norme sono richiamate dal Regolamento dell’Università degli Studi di Pavia per la sicurezza e salute sul luogo di lavoro nonché dalle norme di sicurezza specifiche di ciascun laboratorio del CGS.

Art. 18 ­ Le norme tecniche relative al funzionamento del Centro sono oggetto di apposito Regolamento interno su proposta del CTS al Senato Accademico, che a sua volta le propone al Consiglio di Amministrazione.

Art. 19 ­ Modifiche al presente Regolamento del Centro Grandi Strumenti vengono deliberate, su proposta del Comitato Tecnico Scientifico con delibera assunta con la maggioranza dei due terzi dei componenti ordinari, dal Consiglio di Amministrazione sentito il Senato Accademico.

Art. 20 ­ Il Centro Grandi Strumenti rimane attivo fino a quando permangono le esigenze che ne hanno indotto la costituzione. Qualora il Centro, per qualunque motivo, dovesse cessare la propria attività, il CTS del Centro lo dichiarerà con apposita motivata delibera, che dovrà essere trasmessa all’Amministrazione centrale per gli adempimenti conseguenti.
La delibera dovrà altresì dare conto della situazione finanziaria e patrimoniale del Centro.
Andranno in ogni caso assolti gli impegni già assunti.
I beni e le attrezzature del Centro, nonché il numerario, assolti i debiti, restano di proprietà dell’Università degli Studi di Pavia, che provvede alla loro destinazione con apposita delibera del Consiglio di Amministrazione.
Lo scioglimento del CGS potrà altresì essere disposto dagli Organi di Governo dell’Ateneo, a fronte di una accertata inattività del Centro stesso, protratta per un triennio, o per altre ragioni adeguatamente motivate.

Art. 21 ­ Qualora venisse formalizzata l’istituzione di una Facoltà in area scientifico – tecnologica presso l’Ateneo pavese e i Dipartimenti e i Centri di quella area ritenessero opportuno, tramite specifica delibera di Facoltà, manifestare il proprio interesse nei servizi del Centro Grandi Strumenti, la Facoltà verrebbe a far parte delle Facoltà di cui all’art. 1 e i suoi rappresentanti si aggiungerebbero alla composizione del Comitato Tecnico Scientifico di cui all’art. 7. Su tale richiesta si esprimerà il CTS e l’adesione della nuova Facoltà sarà formalizzata con Decreto Rettorale.

Art. 22 ­ Per tutto quanto non espressamente previsto nel presente regolamento e nei regolamenti dei Centri, nonché nello schema-tipo per ogni singola tipologia di Centri, si rinvia alla normativa vigente, in particolare alle norme statutarie e regolamentari dell’Università degli Studi di Pavia, con particolare riguardo alle norme che disciplinano le Unità di gestione.
Qualora, in deroga alle norme regolamentari in vigore, il Consiglio di Amministrazione riconoscesse al Centro di servizio interdipartimentale, per motivate esigenze, la natura di Unità di spesa, oppure deliberasse la costituzione di Centri di servizio di Ateneo o Interfacoltà aventi natura di Unità di spesa, a tali Centri si applicheranno le disposizioni statutarie e regolamentari in vigore per le Unità di spesa stesse.